Skip to main content

A proposito di una tesi di laurea


A proposito di una tesi di laurea

Mi fa piacere inaugurare questa sezione segnalando una tesi di laurea in Ingegneria civile presentata dalla studentessa Giorgia Palma e discussa a Luglio di questo anno 2016 presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

Laureatasi con il massimo dei voti e con lode, Giorgia ha incentrato lo studio su un progetto di rigenerazione sostenibile nell'area di Collemaggio dell'Aquila, con particolare riferimento  all’Accademia per le Arti e le Scienze dell’Immagine il cui sito è stato seriamente danneggiato dal sisma del 2009. Ciò che dal mio punto di vista risulta interessante in questa tesi, risiede nella intuizione da parte della studentessa di non limitare il progetto alla mera ricostruzione dello stabile ma di interpretare la vita, il quotidiano del complesso edilizio, in rapporto a ciò che lo circonda. In altri termini considerando, in un ben più ampio contesto, tutte le interazioni possibili con la città. E in effetti, Giorgia, aveva scelto la tesi mossa anche  dalla curiosità verso una scuola caratterizzatasi negli anni non solo per i nomi prestigiosi che vi insegnavano, ma anche per come l’utilizzo di quel sito avesse favorito, da una parte, la genesi di un vero e proprio Sistema-Cinema e dall’altra un nuovo rapporto con la comunità.

Parlavo di intuizione della laureanda dal momento che più di 20 anni fa, quando l’Accademia dell’Immagine venne fondata da me e dal Premio Oscar Vittorio Storaro, il primo problema che si pose fu quello del contenitore e di come esso dovesse far parte del tessuto connettivo cittadino. Era necessario cioè capire quale fosse il miglior viatico affinché quella scuola non solo non restasse isolata ma sviluppasse duraturi rapporti con la comunità. E per farlo c’era solo una via, quella di mettere in rete i “contenuti” dell’Accademia dell’Immagine, e delle altre realtà cinematografiche ospitate nel palazzo, al fine di intercettare le richieste culturali della città. Non fu un caso pertanto che in quel palazzo nacquero e operarono una delle più importanti Cineteche italiane, una Mediateca regionale, la prima Film Commission abruzzese, un settore editoriale e un Archivio dei mestieri del cinema, così come vi trovarono ospitalità le fantasmagoriche stagioni cinematografiche dell’Istituto “La lanterna magica” (da me fondato nel lontano 1981 e che resta ad oggi l’unica istituzione cinematografica ancora viva dopo il sisma). Le attività di tutti questi Enti si convertirono subito in nuove offerte culturali: produzioni cinematografiche sul territorio, visioni di film, possibilità di consultare documenti e libri rari, fruizione di tutte le proposte della Lanterna Magica, dentro e fuori le mura della scuola. A questo si aggiunse la possibilità di godere della programmazione dell’unico cinema nel centro storico restaurato e gestito dall’Accademia. In tal modo quella scuola si pose non soltanto a crocevia di passioni e di competenze ma legando la propria vita a quella del territorio, dunque a quella della città e di altre realtà culturali, completò la sua missione. Un rapporto speculare pienamente intercettato dallo studio di Giorgia.

La tesi ripropone comunque il problema dei “Luoghi della Cultura”. È un problema che in altri Paesi da me visitati hanno già risolto al meglio, sia che si trattasse di finalità didattiche che della fruizione di nuove forme artistiche. In un mio vecchio studio, già molto tempo fa, ebbi l’occasione di evidenziare come fosse necessario guardare alle nuove frontiere rappresentate dai “Luoghi della Cultura” dove i diversi linguaggi, ivi compreso quello audiovisivo in tutte le sue forme, possono convivere. “Luoghi della Cultura" come sistemi nei quali ciascun evento o attività trovi ragione d’essere nell’interazione, fisica e virtuale, con “l’altro”, alimentando così una più libera circolazione di idee. È a partire da questi nuovi contenitori che sarà possibile in futuro costituire una sempre più fitta e complessa rete di rapporti fra le diverse realtà culturali. E la dialettica fra i tanti modi di esprimere cultura sarà a sua volta la base per compiere definitivamente una rivoluzione, già in atto, che vede sempre più profondamente mutati sia i modelli di produzione che le modalità di fruizione delle Arti.

Tornando all’Accademia è stato gratificante che una studentessa non della mia città, e a me prima sconosciuta, individuasse l’attualità della nostra proposta. Ed il fatto che dopo il sisma una marcata dissennatezza politica approfittasse di quel sinistro evento per smantellare questo Sistema Cinema, non toglie nulla a quanto realizzato negli anni, semmai conferma l’inadeguatezza e il fallimento cronico di una classe politica incapace di sostenere un qualificato progetto.



31 / 10 / 2017 L'Atalante